MODA PLURALISTA: la rivoluzione parte da Vogue

 

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When a newspaper symbol and incarnation of fashion dedicates its cover page to the celebration of the pluralist beauty of women with a video in which different top models laugh, play and answer questions of everyday life, the signal is clear: THE CHANGE IS COMING! The fashion world is finally beginning to be interested in beauty pluralism.

How is Vogue interested in pluralist beauty?

Curvy, Asian, afro with exotic features. These are the peculiar features of Ashley Graham, Liu Wen, Adwoa Aboah, Imaan Hammam, Vittoria Ceretti, Gigi Hadid and Kendall Jenner who are indisputably protagonists of the cover page of Vogue USA this month that brings us to consider more and more a pluralist idea of beauty in our society.

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Each of these girls expresses her beauty in her uniqueness and finally the world of fashion that has always strengthened some aesthetic dictates is loosening its grip by embracing a more inclusive and realistic woman’s vision. The message is clear: beauty is not an undisputed concept but varies according to people so that each one of us can be beautiful if we throw away blind dictators that have always ruled our society and we embrace a pluralistic vision of beauty.

Do you remember the Killing us Softly project that tells how cosmetics and fashion marketing impose an unique beauty model by cutting off the rest?

Going back in time to that video, I can not help but think that the cover page of magazine like Vogue are absolutely important. So as fashion designers who are increasingly questioned about the true concept of beauty and overthrow some stereotypes given for absolute reality in the past.

Micheal Kors. One of the pioneers of this new mentality is Micheal Kors in his 2017 spring casting collection welcomes people of all ages and weights. For Kors, in fact, conformism in the world of fashion where all women are identical to each other, takes on a really retro taste in this period of profound changes. The real innovation is to finally see on the catwalk all the women who are usually seen on the street.

Stella McCartney. The same idea has Stella McCartney who proposes Olympic athletes, singers and models from all over the world. The stylist has stated:”we work for women and our casting choices must reflect our commitment. For a long time women have been asked to appear in some way in order to appear attractive, I do not believe in it. On my catwalk I want to see women with whom my clients can identify themselves”.

Alexander McQueen. According to Alexander McQueen we are in a time when the concept of “American” is getting increasingly important in the fashion world to represent pluralism. The main forces that are shaking the old aesthetic concepts are represented by young women and men that are encouraging new forms  of inclusion and pluralism and reject the aesthetic models pre-established.

A small revolution is also happening among the same models, the biggest testimony to this change is Ashley Graham, the curvy model who has never agreed to be marginalized because of her body and has therefore become a true icon. or Liu Wen, the most famous Asian model that tells how the West is now a choice to be recognized and become more famous than an imperative as in the past.

The unique beauty model is crumbling while new ideas of more inclusive beauty are thrive and merge with each other. This is the new idea of beauty and finally something is changing.

But I have a question for you: why did Vogue choose these models? Apart from Ashley Graham, how do these model embodies a new, pluralistic model of beauty? I am very curious to know your opinion!

If you are interested to see the video, here we go: http://video.vogue.com/watch/march-2017-cover-video-vogue-kendall-jenner-gigi-hadid

 

 

 

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Quando un giornale simbolo e incarnazione della moda dedica la sua prima pagina alla celebrazione della bellezza pluralista delle donne con tanto di video in cui modelle molto diverse tra di loro ridono, giocano e rispondono a domande della vita di ogni giorno, il segnale è chiaro: CI STIAMO ARRIVANDO!!! Il mondo della moda sta iniziando finalmente ad interessarsi alla moda pluralista e alle donne nel loro insieme.

In che modo Vogue si interessa alla moda pluralista?

Curvy, asiatiche, afro, dai tratti esotici, sono queste le caratteristiche peculiari di Ashley Graham, Liu Wen, Adwoa Aboah, Imaan Hammam, Vittoria Ceretti, Gigi Hadid e Kendall Jenner protagoniste indiscusse della prima pagina di Vogue USA di questo mese che ci porta a considerare sempre di più la moda pluralista nella nostra società.

 

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Ognuna di queste ragazze esprime la propria bellezza nella sua unicità e finalmente il mondo della moda che ha da sempre rafforzato alcuni dettami estetici sta allentando la presa abbracciando una visione della donna più inclusiva e realistica. Il messaggio è chiaro: la bellezza non è un concetto indiscusso ma varia a seconda delle persone perché ognuno di noi può essere bello nel suo insieme se ci scrolliamo di dosso dettami ciechi che hanno da sempre governato la nostra società e abbracciamo una visione pluralista della bellezza.

Vi ricordate il progetto Killing us Softly che racconta di come il marketing della cosmesi e della moda imponga un modello unico di bellezza tagliando fuori tutto il resto?

Ritornando indietro nel tempo a quel video, non posso fare a meno di riflettere sul fatto che prime pagine di questo tipo da parte di giornali del calibro di Vogue siano quanto mai indispensabili. Come sono indispensabili stilisti che sempre più si interrogano sul concetto vero di bellezza e sovvertono alcuni stereotipi dati per realtà assoluta.

Micheal Kors.  Uno dei pionieri di questa nuova ventata di aria fresca è Michael Kors che nel suo casting per la collezione primavera 2017 accoglie persone di ogni etnia, età e peso. Per Kors infatti il conformismo nel mondo della moda dove tutte le donne sono uguali assume un gusto davvero retrò in questo periodo di profondi cambiamenti. La vera novità e innovazione è poter vedere finalmente in passerella tutte le donne che di solito si vedono per strada, incrociano i nostri sguardi e poi distratte ritornano alle loro vite.

Stella McCartney. Della stessa idea è anche Stella McCartney che propone sulle passerelle atlete olimpiche, cantanti e modelle provenienti da tutto il mondo. La stilista ha infatti dichiarato: “lavoriamo per le donne e le nostre scelte sul casting delle passerelle devono riflettere questo nostro impegno.Per tantissimo tempo alle donne è stato chiesto di apparire in un certo modo per essere considerate belle, io non credo in ciò, sulle mie passerelle voglio vedere donne con le quali le mie clienti possano immedesimarsi.”

Alexander McQueen. Secondo Alexander McQueen siamo in un periodo in cui il concetto di “americano” sta divenendo sempre di più contestato mentre sta diventando sempre più importante anche nel mondo della moda rappresentare il pluralismo. Ma le forze principali che stanno scuotendo i vecchi canoni estetici sono i ragazzi di adesso che danno ormai come affermati concetti di inclusione e pluralismo e rigettano i modelli estetici precostituiti.

Hood by Air e Vetements.  Ancora più rivoluzionari sono marchi dal calibro di Hood By Air e Vetements le cui muse per le passerelle sono colleghe  e intime amiche. Un vero senso di appartenenza e inclusione ispira i due brand e lo scardinamento dei vecchi canoni estetici si rivela attraverso un mix geniale di modelle e persone della vita di tutti i giorni.Secondo Shayne Oliver di Hood By Air “Ho bisogno di far indossare la collezione a quelle persone che potrebbero/vorrebbero indossarla e che sono tra l’altro le persone che hanno ispirato in prima istanza la collezione. Se dovessi far indossare tutti i miei abiti a supermodelle significherebbe che sto dimenticando la mia storia e la storia delle mie ispirazioni.”

Della stessa linea è Vetements che scrive a Vogue: “Vetements è basata su un approccio pragmatico, sarebbe pressochè inautentico per noi mostrare solo modelle tradizionali visto che non ne incontriamo tante nella vita di tutti i giorni. Noi siamo più interessati a esplorare e a contribuire ad evolvere la realtà intorno a noi.”

Una piccola rivoluzione sta avvenendo anche tra le stesse modelle, la testimonianza più grande di questo cambiamento è Ashley Graham, la modella curvy che non ha mai accettato di essere marginalizzata per via delle sue forme ed è diventata per questo una vera e propria icona. Oppure Liu Wen la modella asiatica famosissima in Cina che racconta di come l’Occidente sia ora una scelta per essere riconosciuti e diventare famosi più che un imperativo come in passato.

Il modello unico di bellezza si sta sgretolando, al suo posto nuove idee di bellezze più inclusive riaffiorano mentre culture si intersecano e fondono tra di loro. Questa è la nuova idea di bellezza, questa è la nuova idea di moda. Finalmente qualcosa sta cambiando e io sarò qui pronta per raccontarlo :).

Ho però una domanda per voi: perchè Vogue ha scelto queste modelle? A parte Ashley Graham, dal vostro punto di vista in che modo queste modelle incarnano un modello nuovo e pluralista di bellezza? Sono molto curiosa di conoscere i vostri pareri!

Se siete curiosi ecco il link del video di Vogue: http://video.vogue.com/watch/march-2017-cover-video-vogue-kendall-jenner-gigi-hadid

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